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Prova gratuita ordini online: cosa fare nei 30 giorni

di Vittorio Cipriano·

La prova gratuita parte il giorno in cui ti iscrivi. Non il giorno in cui carichi il menù, e nemmeno il giorno in cui arriva il primo ordine.

Sembra un dettaglio. Poi succede così: ti registri il lunedì sera, tra un'infornata e l'altra. Il menù lo guardi «con calma» la domenica dopo. Gli orari li compili il mercoledì. E quando il sistema finalmente è acceso, dei 30 giorni ne sono già passati dieci, e non hai ancora detto a nessuno che esiste.

A fine mese ti ritrovi con una prova che non ti ha detto niente. Non perché il sistema non funzioni: perché non ha avuto il tempo di lavorare.

Allora te lo metto giù settimana per settimana. Cosa fare, quando, e cosa guardare alla fine per decidere se ti conviene o no. Senza promesse sui numeri, e più avanti ti spiego perché.

Prima di iscriverti: scegli il giorno, non l'umore

La prova dura 30 giorni e parte senza carta di credito. Il conto alla rovescia lo vedi in cima al pannello, su una striscia che ti dice quanti giorni restano. Negli ultimi tre diventa gialla.

Quindi la prima mossa si fa prima di registrarsi: iscriviti in un giorno in cui hai mezz'ora libera nei due giorni dopo. Un martedì mattina, non un venerdì alle sette di sera con il forno pieno.

E guarda il calendario. Se tra tre settimane chiudi per ferie, o hai la sagra del paese che ti riempie il locale per quattro sere di fila, aspetta. La prova deve vedere un mese normale, con i suoi venerdì e i suoi sabati. Un mese strano ti dà una risposta strana.

Settimana 1 (giorni 1-7): accendi, e fai un ordine tu

Questa settimana ha un solo obiettivo: arrivare a domenica con il sistema acceso davvero.

Il menù lo puoi caricare da solo, fotografando quello che hai, oppure mandarcelo e lo carichiamo noi: gratis per i primi 50 clienti, poi €99 una tantum. Cosa serve mandarci e cosa no l'ho scritto per esteso qui. La parte lenta, in tutti e due i casi, non è il caricamento. È la mezz'ora in cui lo rileggi e dici cosa manca. Fissala, come fisseresti il fornitore della farina.

Poi gli orari. Finché non c'è almeno una fascia oraria per i giorni in cui lavori, la cucina risulta chiusa e nessuno riesce a mandarti un ordine, per quanto il menù sia perfetto. È la causa numero uno del «ho acceso e non arriva niente», e le tre cose che devono esserci le trovi qui.

L'ultima cosa della settimana è la più importante e quasi nessuno la fa: un ordine vero, fatto da un telefono che non è il tuo. Tua moglie, tuo figlio, il ragazzo del forno. Deve ordinare come farebbe un cliente, dal link, con il suo nome e il suo numero.

Tu intanto sei al pannello, sulla pagina degli ordini. Prima premi il pulsante 🔊 Prova suono: serve a sbloccare l'audio del browser, altrimenti l'ordine arriva in silenzio e te ne accorgi dopo. Poi aspetti che l'ordine entri, lo accetti, e guardi cosa vede lui dall'altra parte.

Cinque minuti. Ti dicono più di qualunque video.

Settimana 2 (giorni 8-14): dillo in tre posti, sempre gli stessi

Adesso il sistema c'è. Il problema è che lo sai solo tu.

Nessun programma avvisa i tuoi clienti al posto tuo. Il link lo fai girare tu, e l'errore tipico è farlo girare una volta sola, con un bel post, e poi aspettare.

Funziona il contrario: pochi posti, ripetuti ogni giorno. Io partirei da tre.

  1. Il cartone della pizza. Dal pannello scarichi un foglio A4 con dodici adesivi QR già pronti da ritagliare. Quello degli ordini va sul cartone: chi porta a casa la pizza ce l'ha davanti per venti minuti. Come usarli senza sprecarli l'ho raccontato qui.
  2. Il bancone. Un adesivo o un cartello dove la gente aspetta il ritiro. È il momento in cui ti guarda lavorare e pensa «la prossima volta».
  3. La frase al telefono. Sempre la stessa, detta da tutti quelli che rispondono: «la prossima volta, se vuoi, puoi ordinare anche dal sito, così non aspetti in linea».

Ci sono altri posti — lo scontrino, la bio su Instagram, il gruppo Facebook del paese — e li trovi tutti in fila qui. Ma nella seconda settimana è meglio farne tre bene che sette a metà.

Un avviso, perché qui si sbaglia facile: se vuoi mandare un messaggio ai tuoi clienti su WhatsApp, mandalo solo a chi ti ha già dato il permesso, e mai dentro un gruppo con tutti i numeri visibili. Non è una finezza: il Garante ha già multato un negozio per questo. Come si fa nel modo giusto.

Settimana 3 (giorni 15-21): il primo sabato vero

Il test serio non è il martedì. È il sabato sera, quando il telefono squilla, il forno è pieno e tu non hai tempo di pensare.

Il consiglio è uno: quel sabato tieni il pannello aperto su un telefono o un tablet vicino al banco, non sul computer in ufficio. Gli ordini online arrivano già scritti, con nome, pizze e numero: niente da capire al telefono con il rumore del forno. Ma vanno accettati entro 15 minuti, altrimenti il sistema li rifiuta da solo, e quel cliente la volta dopo torna al telefono. Quindi il pannello deve stare dove lo vedi, non in un'altra stanza.

E se la serata ti scappa di mano, non devi spegnere tutto. C'è il pulsante Sospendi ordini: blocchi le nuove richieste per un po', smaltisci, e riapri. Come usarlo senza far arrabbiare nessuno l'ho scritto qui.

Quel sabato, a fine serata, fatti una sola domanda: quanti ordini sono entrati mentre avevi le mani in pasta e il telefono che suonava? Quelli sono ordini che, al telefono, avresti perso o fatto aspettare.

Settimana 4 (giorni 22-30): conta, poi decidi

Ultima settimana. Adesso si guarda indietro.

Nella pagina degli ordini c'è la scheda Storia: scegli da che giorno a che giorno, fino a un mese intero, e ti mostra tutti gli ordini una sotto l'altra, con il nome del cliente, il numero, cosa ha preso, a che ora e quanto ha speso.

Una cosa te la dico chiara, perché è meglio saperla prima: la Storia non ti fa il totale. Ti mette in fila le schede, ma non c'è un numero riassuntivo in cima. Quindi prendi carta e penna, o il quaderno delle comande, e conta tu. Dieci minuti, una domenica mattina.

Le domande da farti sono tre, e nessuna è «quanti ordini ho fatto».

  • Le ultime due settimane sono andate meglio delle prime due? Non conta quanto: conta la direzione. Se la seconda metà del mese è sopra la prima, il paese sta prendendo l'abitudine.
  • C'è un nome che torna? Scorri la Storia e guarda chi ha ordinato due volte. Un cliente che torna vale più di dieci che provano una volta sola.
  • Il sabato al telefono è cambiato? Non te lo dice nessun pannello: te lo dice chi risponde. Chiedilo a lui.

Se le risposte sono sì, metti la carta e vai avanti: sono €29 al mese, senza commissioni sugli ordini. Se sono no, non fai niente e la prova finisce da sola, senza addebiti. Cosa succede il giorno dopo, e che fine fanno i tuoi dati, è tutto qui.

Che numeri aspettarti (e perché non te ne do uno)

Lo so che la domanda vera è questa: «quanti ordini arrivano il primo mese?»

Non te lo dico, e non è per furbizia. Il numero dipende quasi tutto da una cosa che non c'entra col sistema: quanta gente sa che esiste. Una pizzeria che mette l'adesivo su ogni cartone per quattro settimane e una che fa un post e basta, con lo stesso identico menù, finiscono il mese con risultati che non si somigliano.

Se ti dessi una cifra, sarebbe una promessa. E se il tuo mese andasse sotto, penseresti che il sistema non funziona, quando magari il cartone è rimasto senza adesivo.

Quello che ti posso dire è cosa guardare: la direzione tra la prima e la seconda metà del mese, i nomi che tornano, il telefono del sabato. Sono tre segnali che trovi da solo, senza fidarti di me.

Le cose che un mese di prova non ti dice

Onestà per onestà, anche la prova ha i suoi limiti.

Un mese è poco per cambiare un'abitudine. In un paese la gente ordina come ha sempre ordinato, e si sposta per passaparola, che ha i suoi tempi. Se alla fine del mese la direzione è buona ma i numeri sono ancora piccoli, non è un no: è un «troppo presto».

Non ti costruisce la lista clienti. Ogni ordine ha il nome e il numero di chi l'ha fatto, ma non c'è una rubrica che li raccoglie, e il permesso per scrivergli le offerte va chiesto a parte. Se vuoi una lista, tienila tu, fuori dal sistema.

Settembre non è dicembre. Un mese di prova ti dice come va quel mese. Le feste, l'estate, la partita della domenica sono un'altra storia.

Per partire

Se prima di iscriverti vuoi vedere che faccia ha la pagina dal lato del cliente, guarda la demo: due minuti, senza registrarti.

Se ti convince, scegli il giorno giusto, iscriviti e segui le quattro settimane. Il menù lo carichiamo noi, gratis per i primi 50 clienti. E se a metà mese qualcosa non ti torna, scrivi a info@yumly.it: ti rispondo io, anche solo per dirti se sta andando come deve.