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Finita la prova gratis, che fine fanno i miei dati?
di Vittorio Cipriano·
Prima di dire sì a una prova gratis, un pizzaiolo sveglio si fa una domanda. Non è «quanto costa dopo». È questa:
«E se tra un mese non mi va di pagare, i miei clienti dove finiscono? Me li tenete voi?»
È una domanda giusta. Chi ha lavorato qualche anno con fornitori, gestionali e contratti telefonici sa che il momento pericoloso non è l'inizio: è l'uscita. All'inizio sono tutti gentili. È quando vuoi andartene che scopri le clausole.
Allora te lo racconto dall'uscita, non dall'ingresso. Cosa succede il giorno dopo la fine della prova, cosa resta, cosa si spegne, e la cosa che non facciamo e che è giusto tu sappia prima.
Il giorno 31, cosa succede davvero
La prova dura 30 giorni e parte senza carta di credito. Non hai inserito nessun numero, quindi alla scadenza non ti arriva nessun addebito. Non c'è un rinnovo automatico che scatta di nascosto: per pagare devi essere tu ad attivare un piano.
Se non lo attivi, però, il servizio si ferma. Non c'è una settimana di tolleranza: scade il giorno in cui scade. Ecco cosa cambia, pezzo per pezzo.
La tua pagina ordini e il tuo menù online si spengono. Chi apre il link o inquadra il QR non vede più le pizze: vede il nome del tuo locale e una frase, «Il servizio di ordinazione online non è al momento disponibile. Contatti direttamente la pizzeria per ordinare». Nessuno riesce a mandarti un ordine, quindi nessuno resta ad aspettare una pizza che non arriverà.
Il pannello ti apre una porta sola. Puoi ancora entrare con la tua email e la tua password, ma le pagine di lavoro — ordini, menù, orari, zone — ti riportano tutte alla pagina dell'abbonamento, con scritto «Prova gratuita scaduta». Da lì puoi attivare un piano. Il resto, finché non lo attivi, non lo vedi.
Questo è il punto che voglio dirti chiaro, perché è quello su cui uno si arrabbia se lo scopre dopo: a prova scaduta non puoi sfogliare i vecchi ordini. Non sono spariti, come ti spiego tra poco. Ma non ci arrivi finché il servizio è sospeso.
I tuoi dati restano dove sono
Sospendere non vuol dire cancellare. Quando la prova scade, il sistema cambia una cosa sola: lo stato del tuo abbonamento. Il menù, i supplementi, gli orari, le zone, il logo e lo storico degli ordini restano esattamente come li avevi lasciati.
Quanto restano? Lo trovi scritto nelle condizioni del servizio, al punto 4: i tuoi contenuti restano conservati per 90 giorni dopo la fine della prova, e in quei 90 giorni puoi attivare un piano e ripartire senza rifare la configurazione. Ti ritrovi il locale acceso come l'avevi spento, con le stesse pizze allo stesso prezzo.
Passati i 90 giorni, le condizioni dicono che ci riserviamo di cancellare l'account inattivo. Non è un conto alla rovescia automatico che scatta a mezzanotte, ma non ti prometto che il giorno 120 ci sia ancora tutto: se pensi di tornare, torna entro i 90.
Se invece ti abboni e poi smetti
Stesso discorso, con una differenza sui tempi. Qui sei già un cliente pagante, quindi le regole sono quelle del punto 7 delle condizioni:
- Disdici quando vuoi, dalla sezione Abbonamento del pannello oppure scrivendo a info@yumly.it. Non c'è una durata minima oltre il periodo che hai già pagato, non c'è una penale.
- La disdetta vale alla fine del periodo che hai già pagato. Se hai pagato il mese il 5 e disdici il 20, lavori fino al 5 del mese dopo. Non ti rimborsiamo i giorni avanzati, ma non te li togliamo nemmeno.
- Dopo la disdetta i tuoi contenuti restano conservati 30 giorni, poi l'account viene cancellato. Restano solo i dati che la legge ci obbliga a tenere più a lungo, come le fatture.
E se una volta la carta non passa? Il servizio non si spegne al primo addebito fallito: resta acceso mentre il pagamento viene ritentato, e nel pannello trovi l'avviso per aggiornare il metodo di pagamento.
La cosa che non facciamo (e te la dico prima)
Qui arriva la parte che non mi conviene scrivere. Nel pannello non c'è un pulsante «esporta». Non puoi scaricare in un file l'elenco di tutti i tuoi clienti, né tutti gli ordini dell'anno in un foglio Excel.
E non c'è nemmeno una rubrica clienti. Il sistema non raggruppa gli ordini per persona: non trovi una pagina «Maria Russo, 14 ordini, prende sempre la capricciosa». I dati del cliente li vedi ordine per ordine: nome, numero di telefono (lo tocchi e lo chiami), indirizzo se è una consegna. Gli ordini li sfogli per data.
Quindi la risposta onesta alla domanda di partenza è questa: nessuno ti tiene in ostaggio i clienti, ma nessuno te li impacchetta nemmeno. I numeri sono lì, scritti su ogni comanda, per tutto il tempo in cui il servizio è acceso. Il giorno che si spegne, per vederli devi riaccenderlo.
C'è anche un'altra cosa che il sistema non fa e che conviene sapere, perché riguarda te e non noi: non raccoglie il consenso dei clienti a ricevere promozioni. Il numero che ti lascia chi ordina serve per l'ordine. Se domani vuoi scrivergli per la pizza del mese, quel permesso lo devi chiedere tu, a parte. Come si fa senza rischiare una multa l'ho spiegato qui.
Chi sia il responsabile di quei dati, per inciso, lo dice la nostra informativa privacy: per gli ordini dei tuoi clienti il titolare sei tu, la pizzeria. Noi li teniamo per farti funzionare il servizio.
Cosa fai durante il mese di prova, se vuoi stare tranquillo
Detto tutto questo, la conclusione pratica non è «allora non provo». È «provo sapendo come si esce». Quattro cose, tutte semplici.
1. Guarda il contatore. In cima al pannello, per tutta la prova, c'è scritto quanti giorni ti restano. Negli ultimi tre giorni diventa giallo. Non arriva nessuna sorpresa: la data la vedi ogni volta che entri.
2. Decidi prima, non dopo. La scelta tra «continuo» e «lascio perdere» falla con il pannello ancora aperto. Se hai deciso di lasciar perdere, gli ordini dell'ultimo mese guardateli prima della scadenza: dopo, per rivederli, dovresti riattivare.
3. I clienti buoni tienili dove li hai sempre tenuti. Quello che ti ordina tutti i venerdì, il suo numero ce l'hai già nel telefono, o sul quaderno vicino alla cassa. Il sistema non te lo toglie e non te lo sostituisce: te lo scrive su una comanda. Se vuoi costruirti una lista vera, con il permesso di scrivergli, quella lista è bene che stia fuori da qualunque sistema, anche dal nostro — così se un giorno cambi fornitore, la lista resta tua.
4. Se lasci scadere, togli gli adesivi. È il dettaglio che si dimentica più facilmente. Il QR sul bancone e sul cartone della pizza continua a funzionare, ma porta a una pagina che dice «contatti direttamente la pizzeria» — senza il tuo numero. Per un cliente è un vicolo cieco. Se chiudi la prova, stacca i QR: se li hai stampati dal pannello sono dodici adesivi su un foglio, si tolgono in cinque minuti. (Dove attaccarli, se invece resti, è qui.)
Perché te lo scrivo prima
Potrei farti provare e raccontarti il resto al giorno 29. Funziona, con qualcuno. Ma nel tuo paese ci conosciamo tutti, e una pizzeria che si sente fregata all'uscita lo racconta al fornitore di mozzarella, al cognato, al gruppo dei commercianti. Preferisco perdere una prova che guadagnarmi quella fama.
E poi c'è una ragione più semplice: la prova serve a capire se il sistema ti fa lavorare meglio il sabato sera. Se ci entri con il pensiero «e se poi non riesco a uscire», non la stai provando davvero: la stai subendo. Meglio sapere tutto prima e provarla con la testa libera.
In due righe
Alla fine dei 30 giorni non paghi niente se non attivi niente. Il sito si spegne, il pannello ti mostra solo la pagina per riattivare, e i tuoi dati restano conservati 90 giorni: se torni, ritrovi tutto com'era. L'unica cosa che non trovi è un pulsante per esportare i clienti in blocco — i loro numeri li vedi su ogni ordine, finché il servizio è acceso.
Il resto del conto — €29 al mese, zero commissioni sugli ordini, e il menù lo carichiamo noi, gratis per i primi 50 clienti (poi €99 una tantum) — l'ho messo in fila qui.
Se vuoi vedere com'è la pagina dal lato del cliente prima di iscriverti a qualsiasi cosa, guarda la demo: sono due minuti e non serve registrarsi. E se hai un dubbio su un punto preciso delle condizioni, scrivi a info@yumly.it: ti rispondo io, in italiano normale.