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«Senza cipolla» online: come arrivano le modifiche in cucina

di Vittorio Cipriano·

Sabato sera, otto e quaranta. Il telefono squilla, tu hai le mani nella farina e il ragazzo al banco scrive di corsa: «Due margherite, una diavola senza cipolla, una capricciosa senza funghi con la bufala». Mezz'ora dopo il cliente apre il cartone e la cipolla c'è. Non l'ha sbagliata nessuno apposta: si è persa fra il rumore del forno e un foglietto scritto in piedi.

Quando parlo di ordini online con un pizzaiolo, la domanda arriva sempre a questo punto: «E le modifiche? I miei clienti la pizza la vogliono a modo loro.» È una domanda giusta. In una pizzeria di paese metà delle comande ha un «senza» o un «con in più». Se un sistema non le gestisce bene, non ti risolve niente: ti sposta solo l'errore.

Allora ti faccio vedere com'è fatto, passo per passo: cosa vede il tuo cliente, cosa arriva a te, e cosa oggi non fa.

Cosa vede il cliente quando tocca una pizza

Sulla pagina degli ordini il cliente tocca una pizza e si apre una finestra con quattro parti, in quest'ordine.

1. Il formato. Se la pizza ha più formati, per esempio Normale e Maxi, li vede uno sotto l'altro con il prezzo accanto. Uno è già selezionato, così nessuno manda una pizza «senza formato».

2. Aggiungi. Gli ingredienti in più che hai previsto, ognuno con il suo prezzo scritto accanto: «Mozzarella di bufala +2,00 €». Il cliente spunta quelli che vuole.

3. Togli. Gli ingredienti che si possono togliere, senza prezzo, perché togliere è gratis. Il cliente spunta «Cipolla» e basta.

4. Le note. Un campo libero, facoltativo, per tutto quello che non sta in una lista: «ben cotta», «tagliata a fette», «poco sale». Fino a 500 caratteri, cioè molto più di quanto serva.

In fondo c'è il bottone «Aggiungi al carrello» con il totale di quella pizza, che si aggiorna mentre spunta. Il cliente sa quanto paga prima di confermare, e non te lo chiede al ritiro.

Poi, quando ha finito il carrello, al momento di mandare l'ordine trova un secondo campo: «Note per il locale». Quello vale per tutto l'ordine, non per la singola pizza: «citofonare al cancello», «arrivo alle nove e un quarto», cose così.

Cosa arriva a te, in cucina

L'ordine nella tua pagina ordini arriva scritto così:

1× Diavola (Maxi)

− Cipolla

  • Mozzarella di bufala

"ben cotta"

Il formato sta nel nome tra parentesi. Sotto, con il meno davanti, quello che va tolto; con il più, quello che va aggiunto; tra virgolette, la nota. Se c'è una nota generale dell'ordine, sta in fondo, evidenziata. Lo stesso schema ti arriva su Telegram, se l'hai collegato, e nell'email che parte a ogni ordine: righe con il meno e il più, la nota tra virgolette.

La differenza con il foglietto è tutta qui: il «senza cipolla» non passa per l'orecchio di nessuno. L'ha spuntato il cliente, ed è scritto. Se al ritiro dice «io avevo chiesto senza», lo apri e vedete insieme cosa ha mandato.

E il prezzo? Lo calcola il sistema, non chi prende l'ordine. Pizza, formato e aggiunte vengono ricalcolati con i prezzi che hai messo tu. Il cliente paga quello che ha visto nella finestra, né un centesimo in più né in meno. Niente più «la bufala te l'ho messa a uno o a due euro?».

Il Maxi e i supplementi: la regola che ti evita il conto sbagliato

Qui c'è un dettaglio che al telefono sbaglia quasi chiunque. Se la bufala sulla Normale costa 2 euro, sulla Maxi quanto costa? In tante pizzerie il doppio, perché ce ne va il doppio. In altre uguale.

Nel sistema c'è un'impostazione apposta, «Prezzo dei supplementi per formato». Di partenza è spenta: i supplementi costano uguale su tutti i formati. Se la accendi, puoi dire per esempio che sulla Maxi i supplementi valgono una volta e mezza, il doppio o il triplo. Da quel momento, quando il cliente sceglie Maxi, i prezzi delle aggiunte nella finestra cambiano da soli, davanti ai suoi occhi, e il totale con loro.

Decidilo una volta, con calma, un martedì pomeriggio. Poi non ci pensi più, nemmeno il sabato.

Come si imposta (e chi lo fa)

Gli ingredienti in più e quelli da togliere si organizzano in gruppi. Un gruppo ha un nome, un tipo (aggiungere o togliere) e un prezzo unico per tutte le voci dentro. Quindi, se la bufala costa 2 euro e la rucola 1, fai due gruppi: «Aggiunte 1 €» e «Aggiunte 2 €». È lo stesso modo in cui li hai già scritti sul menù di carta, di solito: «aggiunte 1 €», «aggiunte speciali 2 €».

Ogni gruppo poi lo colleghi a una categoria intera, per esempio tutte le pizze rosse, oppure a una pizza sola. Qui c'è l'unica accortezza da sapere: se colleghi un gruppo di «Togli» a tutta la categoria, ogni pizza di quella categoria mostra tutte le voci del gruppo, anche un ingrediente che quella pizza non ha. Due modi per evitarlo: tieni nel gruppo generale solo le cose che stanno su quasi tutte (basilico, origano, aglio), e le altre le colleghi pizza per pizza.

Ma la verità è che questa parte, se vuoi, non la fai tu. Il menù lo carichiamo noi, gratis per i primi 50 clienti: ci mandi la foto del menù, con le aggiunte e i prezzi come li hai scritti, e lo trovi già impostato, supplementi compresi. Ti spiego cosa mandarci, e cosa no, in questo articolo su come si carica il menù. Tu controlli che sia giusto, e se cambia un prezzo lo correggi dal telefono.

Le due cose che oggi non fa

Te le dico prima, così non le scopri il sabato sera.

1. Ogni aggiunta si spunta una volta sola. La casella è sì o no: non c'è un «due volte bufala». Se nella tua pizzeria la «doppia mozzarella» si chiede spesso, la prepari come voce a parte, con il suo nome e nel gruppo del prezzo giusto. Così il cliente la spunta come le altre.

2. Non c'è la pizza metà e metà. Nessuna funzione per dividere una pizza in due gusti. Il cliente te lo può scrivere nelle note, ma una nota non cambia il prezzo: il sistema conta solo pizza, formato e aggiunte spuntate. Se fai la metà e metà spesso, la soluzione più pulita è metterla nel menù come pizza a sé, con il suo prezzo. Se la fai una volta al mese, la nota basta, e il conto lo sistemi tu al ritiro.

E l'email? Quella c'è sempre, a ogni ordine, anche se non hai acceso nient'altro. E porta la comanda intera: il «− Cipolla», il «+ Mozzarella di bufala», la nota sulla pizza e quella generale dell'ordine. Anche la conferma che arriva al cliente, se ha lasciato l'email, gli ripete le modifiche che ha scelto: se ha sbagliato a spuntare, se ne accorge lì. L'email però la leggi quando guardi la posta, quindi per accettare l'ordine in fretta Telegram resta il canale più veloce. Come scegliere i canali e cosa fare se non li senti te l'ho scritto nell'articolo sul tempo che serve per gestire gli ordini.

Una parola sulle allergie

Il campo «Note per il locale» il cliente lo può usare anche per scriverti un'allergia. Bene che lo faccia, ma non trattarlo come il tuo sistema allergeni: una nota la scrive chi se ne ricorda. Quello che devi dichiarare nel menù resta un obbligo tuo, e come metterlo online in ordine te l'ho spiegato in questo articolo sugli allergeni. Se una nota ti lascia un dubbio, il numero del cliente ce l'hai sull'ordine: una telefonata da trenta secondi, quella sì, vale la pena.

Perché per te cambia qualcosa

Il telefono non sparisce: chi vuole chiamare continua a chiamare. Ma ogni ordine che arriva scritto è un ordine in cui la modifica non può perdersi, perché non passa per la memoria di nessuno. Niente «com'era, senza cipolla o senza acciughe?», niente pizza rifatta, niente cliente che ci resta male e la volta dopo chiama un altro.

E c'è un effetto che di solito non si vede subito. Al telefono il cliente non chiede l'aggiunta, perché non sa quanto costa e non vuole fare la figura di quello che fa domande. Nella finestra invece la vede, con il prezzo accanto, e la sceglie da solo. Non ti prometto quante volte succede, perché dipende da te e dal tuo menù: guardalo tu, negli ordini del primo mese.

In due righe

  • Il cliente sceglie formato, aggiunte con il prezzo, ingredienti da togliere e una nota, e vede il totale prima di mandare l'ordine.
  • A te arriva tutto scritto, con il meno per i «togli» e il più per le aggiunte, nella pagina ordini, su Telegram e nell'email. Il prezzo lo calcola il sistema.
  • Il supplemento sulla Maxi lo decidi una volta: uguale, una volta e mezza, doppio o triplo.
  • Oggi non fa: l'aggiunta doppia (la crei come voce a parte) e la metà e metà (la scrive in nota, il prezzo non cambia).

Se vuoi vedere la finestra della pizza come la vede il tuo cliente, guarda la demo: due minuti, senza registrarti. Se ti convince, hai 30 giorni di prova gratis, senza carta. Il menù, con tutte le tue aggiunte, lo carichiamo noi, gratis per i primi 50 clienti.

Hai una modifica che i tuoi clienti chiedono sempre e non sai se ci sta? Scrivimi a info@yumly.it e dimmi qual è: ti rispondo io.