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Ordini online in pizzeria a basso costo: come farlo davvero

di Vittorio Cipriano·

C'è una frase che sento ripetere ogni volta che parlo con un pizzaiolo di paese: "Gli ordini online sono roba da grandi catene, io non me lo posso permettere". È il primo pensiero, ed è anche quello sbagliato. Chi lo dice ha in testa Glovo, Deliveroo, quelle app che si prendono una fetta su ogni pizza. Ma accettare ordini online e pagare una commissione a un'app sono due cose diverse. Una costa poco e resta tua. L'altra cresce ogni volta che lavori di più.

Nei comuni dove le grandi app nemmeno arrivano, la cosa è ancora più netta: non hai una piattaforma che ti chiede il 30%, hai solo bisogno di un modo per prendere gli ordini senza il telefono che squilla a vuoto. E quel modo costa meno di una cena per due. Vediamo quanto, davvero, e cosa serve per non pagare un euro di troppo.

Quanto pensi che costi (e quanto costa davvero)

Nella testa di molti, "sito per ordinare online" significa migliaia di euro: il web designer, il programmatore, il tizio che poi ti chiede altri soldi ogni volta che cambi una pizza dal menu. È l'immagine di dieci anni fa, quando un sito lo faceva un'agenzia e costava come un forno nuovo.

Oggi non è più così. Un sistema per prendere ordini online è un servizio con un canone mensile fisso, basso, che non cambia se fai dieci ordini o mille. Non è un investimento da migliaia di euro una tantum, e non è nemmeno una percentuale che ti mangia il margine ordine dopo ordine. È una spesa piccola e prevedibile, come la bolletta della luce: sai quanto è a inizio mese, e resta quella.

La differenza vera non è tra "gratis" e "a pagamento". È tra un costo fisso che conosci in anticipo e un costo variabile che ti scala su ogni singola pizza. E su questo si gioca tutto.

Il costo fisso batte la commissione (quasi sempre)

Facciamo il conto, anche grossolano. Una app di delivery ti prende, mettiamo, tre o quattro euro di commissione su un ordine da venti. Se fai cento ordini online in un mese, sono trecento, quattrocento euro. Se ne fai duecento, il doppio. Più lavori, più paghi: la commissione è un socio che entra in cassa ogni volta che sforni.

Un canone fisso funziona al contrario. Paghi lo stesso importo — piccolo — sia che tu faccia cinquanta ordini sia che ne faccia cinquecento. Il primo mese magari è alla pari con la commissione. Ma dal secondo, appena il volume sale, il fisso ti conviene sempre di più. E tutto quello che risparmi resta tuo, non del socio che non hai mai voluto.

Per un conto più preciso su quanto pesa davvero una commissione mese per mese ho scritto qui: quanto costa davvero Glovo nel 2026. Ma il principio è semplice: il costo fisso non ti punisce quando lavori bene. La commissione sì.

Cosa serve davvero (e cosa no)

Il modo più veloce di far salire il conto è comprare roba che non ti serve. Quando valuti un sistema per gli ordini online, tieni a mente cosa serve davvero a una pizzeria di paese e cosa è solo fumo.

Serve:

  • Un menu online che il cliente vede e da cui ordina da solo, a qualsiasi ora.
  • Una notifica che ti arriva in cucina appena entra l'ordine, già scritto: nome, indirizzo, cosa vuole, come paga.
  • La possibilità di gestire orari, zone di consegna e disponibilità senza chiamare nessuno.

Non serve:

  • Un'app da far scaricare ai clienti. Nessuno scarica l'app della pizzeria del paese: basta un link.
  • Un sito pieno di animazioni e foto che ci mette tre secondi a caricare. In serata di punta rallenta e basta.
  • Un obbligo di registrazione con password prima di poter ordinare. Metà dei clienti abbandona lì.

Ogni funzione in più è un motivo in più per farti pagare di più. La pizzeria di paese ha bisogno di poco e fatto bene: il cliente arriva, sceglie, conferma, e a te arriva l'ordine pronto da preparare. Tutto il resto è peso morto che paghi senza usarlo.

Tenere basso il conto: le cose che fai tu

C'è un'altra voce che gonfia i preventivi: il "ci pensiamo noi a tutto". Caricare il menu, cambiare un prezzo, aggiungere la pizza del mese — se ogni volta devi chiamare qualcuno che ti fattura l'intervento, il canone basso di partenza si mangia in fretta.

Il modo di tenere il conto davvero basso è scegliere uno strumento dove queste cose le fai da solo, in pochi minuti, dal telefono. Cambiare un prezzo deve essere come mandare un messaggio: apri, modifichi, salvo. Se aggiungere una pizza al menu richiede un tecnico, hai scelto lo strumento sbagliato.

Lo stesso vale per far tornare i clienti. Non ti serve pagare campagne pubblicitarie per riavere chi ha già ordinato una volta: ti basta un canale tuo e un po' di testa. Una lista broadcast di WhatsApp con chi ha già ordinato, un messaggio secco il venerdì, e hai riattivato mezza clientela a costo zero. Se parti da qui, ho spiegato come impostare WhatsApp Business per la pizzeria senza spendere niente.

Il conto vero, messo in fila

Rimettiamo insieme i pezzi. Un canone fisso mensile basso, che non sale quando lavori di più. Nessuna commissione su ogni pizza. Nessun tecnico da pagare per cambiare un prezzo. Nessuna funzione inutile che gonfia il preventivo. A conti fatti, accettare ordini online costa a una pizzeria di paese meno di quanto incassa in una sola serata piena.

E dall'altra parte c'è quello che smetti di perdere: gli ordini che il sabato sera scivolano via perché il telefono era occupato. Quelli non li vedi in fattura, ma pesano. Se non ci avevi mai fatto caso, qui ho raccontato quanto ti costa il telefono che squilla a vuoto. Spesso vale più di quanto costa l'intero sistema per un anno.

Il punto non è spendere. Il punto è smettere di regalare margine — alle commissioni da una parte, agli ordini persi dall'altra. Una pizzeria che lavora dove le grandi app non arrivano ha tutti gli ordini dalla sua parte. Deve solo prenderli, e tenere il conto onesto mentre lo fa.

Con Yumly parti con un canone fisso e chiaro, il menu lo carichi da solo in un pomeriggio, e non paghi un centesimo di commissione su nessun ordine. Il modo migliore per capire se il conto ti torna è provarlo con i tuoi ordini veri.

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