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Basta la pagina Instagram per gli ordini in pizzeria?

di Vittorio Cipriano·

Sabato sera, sono le 20:40, il forno è pieno e il telefono squilla. Nel frattempo, su Instagram, è arrivato un messaggio: "Buonasera, posso ordinare due margherite e una diavola per le 21:30?". Tu quel messaggio lo leggi alle 23, quando stacchi. Il cliente, alle 21, non avendo ricevuto risposta, ha già ordinato altrove. Quella pizza l'hai persa senza nemmeno saperlo.

È la scena che si ripete ogni fine settimana in migliaia di pizzerie che hanno "la pagina" e pensano che basti. La pagina Instagram è una gran cosa, ma fa bene una cosa sola: farti conoscere. Prendere ordini, quella è un'altra storia. E se conti su Instagram per riempire il registratore di cassa, stai chiedendo a un martello di avvitare una vite.

Cosa fa davvero bene Instagram (e cosa no)

Instagram serve a farti vedere. La foto della teglia appena sfornata, la storia del forno acceso, il video dell'impasto che lievita: tutto questo lavora per te. Fa venire fame, ti tiene in testa alla gente, porta clienti nuovi che prima non sapevano nemmeno che esistevi. Su questo è imbattibile e va usato, senza dubbio.

Il problema arriva un secondo dopo. Il cliente ha fame, ti ha trovato, vuole ordinare. E qui Instagram lo lascia a piedi. Non c'è un menù con i prezzi cliccabile, non c'è un carrello, non c'è un pulsante "ordina", non c'è un modo per pagare. C'è solo un tasto: "Invia messaggio". Cioè: ti scrive un DM e aspetta che tu risponda. Nel bel mezzo del servizio.

La pagina ti porta il cliente fino alla porta. Poi la porta è chiusa a chiave, e la chiave ce l'hai tu in tasca, indaffarato al forno.

Il percorso a ostacoli di chi vuole ordinare da Instagram

Mettiti nei panni del cliente che stasera vuole la tua pizza. Ecco cosa deve fare per ordinare partendo dalla tua pagina:

  1. Aprire il tuo profilo e cercare il menù. Che magari è una foto caricata tre mesi fa, dove i prezzi non si leggono o sono già cambiati.
  2. Scriverti in DM cosa vuole, sperando di aver azzeccato i nomi delle pizze.
  3. Aspettare che tu legga il messaggio. Cinque minuti? Mezz'ora? Non lo sa.
  4. Rispondere alle tue domande: a che ora? Consegna o ritiro? Indirizzo? Contanti o come paghi?
  5. Aspettare la conferma.

Sono cinque passaggi, e a ogni passaggio qualcuno molla. Chi ha fame alle nove di sabato non ha voglia di chattare venti minuti. Vuole cliccare, ordinare, pagare e sapere che tra mezz'ora mangia. Ogni scalino di questa scala è un cliente che scende e se ne va.

I tre buchi che ti costano ordini veri

Quando gli ordini passano solo dai DM, perdi clienti in tre punti precisi. E il bello è che non te ne accorgi, perché un ordine che non arriva non fa rumore.

Il DM che non vedi in tempo. Durante il servizio hai le mani in pasta, letteralmente. Instagram non ti avvisa come una comanda: i messaggi si accumulano e li guardi quando puoi. Ma "quando puoi" per un ordine di cena è già troppo tardi. Il cliente ha aspettato dieci minuti e ha chiamato la pizzeria accanto. È lo stesso buco del telefono che squilla mentre inforni: quanto costa davvero un sabato sera passato a rincorrere.

Niente menù chiaro, niente prezzi, niente carrello. Sulla pagina il cliente non ha davanti un listino ordinato. Deve indovinare cosa c'è e quanto costa. Ogni dubbio è un motivo per lasciar perdere. E ogni volta che ti cambia una pizza o un prezzo, devi ricaricare la foto del menù e sperare che qualcuno la veda.

Niente pagamento. Su Instagram non si paga. Quindi resti al "poi vediamo": contanti alla consegna, o gli mando l'IBAN, o paga al ritiro. Tutta roba che allunga, complica e lascia spazio al ripensamento. Un ordine si chiude quando è pagato, non quando è promesso in un messaggio.

Tre buchi, e da tutti e tre esce lo stesso liquido: fatturato che non entra. E la beffa è doppia: quei clienti Instagram te li ha portati davvero, hai fatto il lavoro difficile — farti trovare, piacere, far venire fame — e poi li lasci scappare sull'ultimo metro, quello facile. È come impastare tutta la sera e poi lasciare la porta chiusa a chi bussa.

Prova a moltiplicare. Anche solo tre o quattro ordini persi ogni sabato, tra chi non hai visto in tempo e chi si è stufato di aspettare, a fine mese fanno una quindicina di pizze regalate alla concorrenza. Non perché cucini peggio: solo perché da te era più scomodo ordinare.

Instagram + un menù che ordina: la coppia che funziona

La risposta non è mollare Instagram. Sarebbe un errore, è il tuo cartellone pubblicitario gratuito. La risposta è dargli un compagno che sappia fare la parte che a lui non riesce: prendere l'ordine.

Funziona così. Instagram fa quello che sa fare: attira, incuriosisce, porta la gente sul tuo profilo. E lì, in bella vista nella bio, ci metti un link. Un link a un menù tuo, digitale, con tutte le pizze, i prezzi giusti, le foto. Il cliente clicca, sceglie, mette nel carrello, dice l'orario, paga se vuoi che paghi online, e conferma. L'ordine ti arriva già scritto, ordinato, completo. Zero DM da inseguire, zero "scusi non ho capito la seconda pizza", zero telefono che squilla mentre inforni.

La foto della margherita su Instagram fa venire fame alle 20:30. Il link in bio trasforma quella fame in un ordine pagato alle 20:31. È questa la catena che oggi ti si spezza a metà.

E la cosa importante: quel menù è tuo. I clienti che ordinano sono tuoi — su ogni ordine trovi nome, numero e cosa hanno preso — e non paghi commissioni a nessuno su ogni pizza. Instagram ti porta la gente davanti alla porta; il menù apre la porta e li fa entrare, senza che tu debba lasciare il forno.

"Ma io non sono capace di gestire un sito"

Questa è la frase che sento più spesso, ed è giusto affrontarla, perché è il vero motivo per cui tanti restano fermi a Instagram e basta. La verità è che qui non c'è nessun sito da costruire e nessun corso da fare.

Il menù lo carichiamo noi: ci mandi la foto del tuo listino e trovi tutto pronto, con le tue pizze e i tuoi prezzi. Da lì lo gestisci dal telefono, come mandi un messaggio. Cambi un prezzo in trenta secondi, togli una pizza finita, aggiungi la novità del venerdì. Non serve saperne di computer più di quanto ne serva per usare Instagram, che già usi tutti i giorni. Se sai postare una storia, sai fare anche questo. Se è proprio questa la frase che ti blocca, l'ho affrontata per esteso qui: "non sono tecnologico", e allora?.

L'unica differenza è che stavolta il lavoro lo fa lo strumento al posto tuo: prende l'ordine mentre tu inforni, invece di lasciarti un messaggio da leggere a mezzanotte.

In pratica, da stasera

Fai una prova mentale veloce. Apri il tuo profilo Instagram come se fossi un cliente affamato. Trovi il menù con i prezzi in un colpo? C'è un modo per ordinare che non sia scriverti e aspettare? Puoi pagare? Se anche una sola risposta è no, sai già dove stai perdendo gli ordini del sabato.

Instagram tienilo, curalo, postaci le foto belle: continua a fare la sua parte. Ma dagli accanto un menù che prenda gli ordini davvero, così la gente che ti trova online non finisce nella pizzeria accanto solo perché lì potevano cliccare "ordina".

Se vuoi vedere com'è fatto un menù così — quello che metti nella bio e prende ordini mentre lavori — dai un'occhiata alla demo di Yumly. Ci vogliono due minuti, il menù te lo prepariamo noi con la foto del tuo listino, e da lì decidi con calma. Nel dubbio, scrivi a Vittorio: info@yumly.it.