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«Non sono tecnologico»: ordini online in pizzeria si può

di Vittorio Cipriano·

Ogni volta che spiego Yumly a un pizzaiolo, prima o poi arriva quella frase. E non arriva come domanda, arriva come chiusura del discorso: «Guarda, io con queste cose non ci so fare».

Poi però lo guardo mentre me lo dice. Ha il telefono appoggiato sul banco, accanto alla farina. Sullo schermo c'è la chat della pizzeria, dove negli ultimi dieci minuti ha letto tre ordini, ha risposto a due, ha mandato una foto della pizza nuova a un cliente che gliela aveva chiesta, e ha girato un indirizzo al fattorino.

Uno che fa tutte queste cose non è "non tecnologico". È uno che sta già facendo il lavoro digitale, solo che lo sta facendo nel modo più faticoso possibile.

Questo articolo è per lui.

Quello che chiami "non sono tecnologico" quasi sempre è un'altra cosa

Quando insisto un po', la frase non regge mai da sola. Sotto ci sono tre paure diverse, e tutte e tre sono ragionevoli. Vale la pena separarle, perché hanno tre risposte diverse.

La prima: "mi tocca imparare un programma". Questa te la sei guadagnata. Chi ha una pizzeria da vent'anni si è visto vendere almeno un gestionale con i corsi, il manuale, le sessantaquattro funzioni, e ne usa tre. La paura non è del digitale: è di rimetterci altre sere a studiare qualcosa che poi non usi.

La seconda: "e se si rompe mentre sto lavorando?" Sabato alle 20:40, con il forno pieno e la sala che aspetta, non puoi permetterti una schermata che non capisci e nessuno da chiamare. È la paura più concreta delle tre.

La terza, quella che nessuno dice ad alta voce: "faccio brutta figura". Il cliente ordina online, tu sbagli qualcosa, e quello pensa che non sei capace. Meglio il telefono, che almeno lo sai fare.

Tienile a mente tutte e tre. Ci torniamo sopra una per una.

I quattro gesti che sai già fare

Prima però mettiamo giù cosa serve davvero saper fare. Non è una lista di competenze informatiche. Sono quattro gesti:

  1. Fare una foto con il telefono.
  2. Mandarla a qualcuno su WhatsApp.
  3. Leggere un messaggio che ti arriva e capire cosa c'è scritto.
  4. Toccare un pulsante sullo schermo.

Questo è tutto. Se questi quattro li fai già cento volte al giorno — e li fai, altrimenti non avresti la chat della pizzeria piena — il corso l'hai finito prima di iniziarlo.

Tutto il resto, quello che nella tua testa è "il computer", è roba che non ti tocca.

La parte difficile non la fai tu (è questo il punto)

Ecco dove di solito si sblocca il discorso. La parte che sembra impossibile — costruire il menù online, sistemare i prezzi, decidere come funziona — non è un compito che ti diamo noi.

Il menù. Non lo scrivi tu voce per voce. Ci mandi la foto del cartellone o del menù cartaceo, quello stropicciato che tieni in cassa, e te lo prepariamo noi: pizze, prezzi, supplementi, il Normale e il Maxi, gli ingredienti da togliere. Tu lo guardi quando è pronto e dici "qui manca la Bufala" o "questa costa cinquanta centesimi in più".

Le zone di consegna e gli orari. Si decidono una volta sola, parlando. Fin dove arrivi, quanto fai pagare la consegna in ogni zona, che giorno chiudi, a che ora smetti di prendere ordini. Sono decisioni che hai già in testa da anni: qui si scrivono, e basta.

Il sito con il tuo nome. Il logo, i colori, le foto. Non lo disegni tu.

Quello che ti resta in mano, alla fine di tutto, è una pagina che si apre dal telefono e funziona da sola. Se ti interessa capire cosa ci va dentro e cosa no, ne ho parlato in come si fa un menù digitale che funziona.

Le quattro cose che ti restano da fare in serata

Questa è la parte che nessuno racconta bene, e invece è l'unica che conta davvero. Perché il vero timore non è il primo giorno: è il sabato numero venti, alle nove di sera.

Ecco tutto quello che fai, ordine per ordine:

  1. Arriva l'ordine. Il telefono suona — o suona il computer in cassa, come preferisci tu. Una notifica, come un messaggio.
  2. Guardi. C'è scritto: nome, cosa vuole, a che ora lo ritira, quanto viene, se ha già pagato. È scritto. Non devi ricordarlo, non devi ripeterlo a nessuno.
  3. Tocchi "Accetta". Se sei sotto e non ce la fai, tocchi invece il pulsante che sposta avanti l'ora del ritiro. Il cliente riceve l'avviso da solo, tu non chiami nessuno.
  4. Quando è pronta, tocchi "Pronto".

Fine. Non c'è un quinto passaggio.

Confrontalo con quello che fai adesso, per ogni singolo ordine: rispondi al telefono con le mani sporche, chiedi di ripetere perché c'è casino, ripeti tu l'indirizzo, chiedi se è Marinara o Margherita, dici "venti minuti" sperando che sia vero, riattacchi, e te lo scrivi su un foglietto. Poi il telefono suona di nuovo mentre stai scrivendo.

Quello è il sistema complicato. Non l'altro. Di quanto costa davvero, in serate e in ordini persi, ho fatto il conto qui: il telefono che squilla ottanta volte al sabato.

"E se sbaglio qualcosa?"

Torniamo alla terza paura, quella della brutta figura.

La differenza che nessuno ti dice è questa: online l'errore si corregge, al telefono no.

Se online sbagli un prezzo, lo cambi e da quel momento è giusto. Se metti la Bufala e la bufala è finita, la togli e sparisce dal menù in un secondo — anche alle nove di sera, anche con il telefono in mano davanti al forno. Il cliente non vede niente di quello che succede dietro: vede solo il menù giusto.

Al telefono invece, quando hai capito Margherita e lui aveva detto Marinara, te ne accorgi quando quello è già al banco con la pizza sbagliata in mano. Quella sì che è una brutta figura, e non ha nessun pulsante per tornare indietro.

Gli ordini scritti non aumentano gli errori. Sono la cosa che li toglie.

"E se si rompe mentre sto lavorando?"

La seconda paura, quella vera. Rispondo in due modi.

Il primo: il telefono resta lì. Il tuo numero non lo cancella nessuno, la gente continua a poterti chiamare. Il sistema non sostituisce il telefono — gli toglie l'ora di punta, quella in cui la linea è occupata e chi non passa non richiama più. Se un giorno salta la connessione, sei esattamente dove sei oggi: al telefono. Non stai peggio.

Il secondo: se qualcosa non torna, scrivi e ti rispondiamo. Non c'è un numero verde che ti mette in attesa: c'è una mail vera, info@yumly.it, e dall'altra parte c'è qualcuno che conosce le pizzerie e non ti risponde con "ha provato a riavviare".

Come capire in tre serate se fa per te

Non serve una decisione. Serve una prova, fatta sulle serate vere, non a novembre quando non c'è nessuno.

Provalo tre sabati. Poi rispondi a una domanda sola, e non guardare nessun pannello di statistiche per rispondere:

"Quante volte, questa sera, ho dovuto farmi ripetere un indirizzo?"

Se la risposta è "molte meno di prima", hai la tua risposta. Se è "uguale a prima", hai comunque la tua risposta, e non hai perso niente.

I primi 30 giorni sono gratis, senza carta di credito. Dopo, se resti, sono 29 euro al mese fissi — non una percentuale sugli ordini: che tu ne faccia dieci o trecento, paghi 29 euro. E i clienti che ordinano li vedi tu: nome, numero e indirizzo stanno scritti su ogni ordine che ti arriva. Sul conto complessivo, e su cosa serve davvero e cosa no, ho scritto qui: ordini online a basso costo, il conto in chiaro.

In sintesi

  • "Non sono tecnologico" quasi sempre vuol dire tre cose diverse: non voglio studiare un programma, non voglio restare piantato in mezzo al servizio, non voglio fare brutta figura. Tutte e tre hanno una risposta.
  • Serve saper fare quattro gesti: una foto, mandarla, leggere un messaggio, toccare un pulsante. Li fai già.
  • Il menù, le zone, gli orari, il sito: non li costruisci tu.
  • In serata i passaggi sono quattro e finiscono lì: arriva, guardi, accetti, pronto.
  • Il telefono non sparisce. Perde solo l'ora peggiore.

Se vuoi vedere com'è fatto prima di decidere qualsiasi cosa, guarda la demo: ci metti due minuti e capisci subito se è roba per te o no.

E se preferisci parlarne con una persona invece che con uno schermo — che poi è il modo in cui ci siamo capiti meglio finora — scrivimi a info@yumly.it. Mandami la foto del menù e te lo faccio vedere già caricato, così guardi il tuo, non quello di esempio. E il caricamento non lo paghi: per i primi 50 clienti lo facciamo noi gratis.