foto-menu · menu-digitale · ordini-online
Foto delle pizze nel menù online: quali mettere e quali no
di Vittorio Cipriano·
«Prima devo fare le foto.» È la frase che tiene fermo un menù online più di qualsiasi altra cosa. Non il prezzo, non la paura della tecnologia: le foto. Ci si immagina il fotografo, le luci, la pizza perfetta su un tagliere di legno, e siccome il fotografo costa e il sabato mattina non c'è mai tempo, il menù aspetta. Una settimana, poi un mese.
Ti dico subito come la penso: le foto si possono fare dopo, e quando le fai ne bastano poche. Ma prima di decidere quali, devi sapere una cosa che quasi nessuno guarda: dove e quanto grande la vede il cliente, la tua foto. Perché cambia tutto, a partire da come si scatta.
Prima la cosa che nessuno ti dice: la foto è un quadratino
Su Yumly la foto di un piatto il cliente la vede nella pagina dove ordina, accanto al nome, alla descrizione e al prezzo. E la vede così:
- piccola: è una miniatura, più o meno un quinto della larghezza dello schermo del telefono;
- quadrata: qualunque foto carichi, viene mostrata in un quadrato, ritagliata al centro. Se la pizza è scattata di lato con mezzo tavolo intorno, il quadrato si prende il centro e il resto sparisce;
- senza zoom: toccando il piatto si apre la finestra per aggiungerlo all'ordine, non la foto in grande.
E poi c'è dove non la vede. Il menù in vetrina — la pagina col menù da sfogliare, quella che mostri a chi ti chiede «cosa avete stasera?» — non mostra le foto dei piatti: lì ci sono nomi, descrizioni e prezzi. E nemmeno l'anteprima che compare quando mandi il link su WhatsApp usa le foto delle pizze.
Detto in parole povere: la foto del piatto è un aiuto nel momento in cui il cliente sceglie, non la vetrina del locale. Questo toglie un sacco di pressione. Non devi fare foto da rivista. Devi fare foto che si capiscono in un quadratino.
La foto giusta è quella che si capisce in due centimetri
Se la foto viene ritagliata al centro e resta piccola, la regola si scrive da sola:
- Dall'alto, pizza al centro. Una pizza intera vista da sopra è un cerchio dentro un quadrato: il ritaglio non le toglie niente. Quella di tre quarti, bellissima in grande, in miniatura diventa una macchia.
- La pizza deve riempire la foto. Avvicinati finché il bordo della pizza tocca quasi i bordi dell'inquadratura. Il tavolo, la pala, il forno sullo sfondo: in un quadratino non si vedono, si vede solo che la pizza è piccola.
- Si deve capire cosa c'è sopra. Il cliente guarda la foto per una domanda sola: «com'è fatta?». Se gli ingredienti si distinguono — il verde del friariello, il rosa della mortadella, il bianco della bufala — la foto ha fatto il suo lavoro.
Il trucco per non sbagliare: nello Studio, dopo il caricamento, la foto compare già in un riquadro quadrato, ritagliata come la vedrà il cliente. Se lì dentro si capisce, va bene. Se lì dentro vedi mezza pizza e un pezzo di tovaglia, rifalla.
Le 4 pizze da fotografare per prime (non tutte: le prime 4)
Il menù funziona anche tutto senza foto. Quindi la domanda non è «come faccio a fotografarle tutte», ma «quali, se ne faccio solo quattro?». La risposta: quelle dove la foto spiega qualcosa che il nome non dice.
1. La pizza della casa. Quella che ha il nome del locale, o del paese, o di tuo nonno. «Pizza Etna» non dice niente a chi non è mai entrato da te. La foto sì: è la pizza che vuoi che provino, e oggi la conoscono solo i clienti fissi.
2. Quella che costa di più. Una pizza da 12 euro accanto a una da 6, senza foto, sembra solo cara. Con la foto si vede perché costa 12: la burrata intera, il crudo messo dopo la cottura. La foto non fa il prezzo, ma lo spiega.
3. La novità o quella di stagione. È quella che nessuno ordina per abitudine. Se non la vedono, non la provano.
4. Quella che vuoi spingere. Il calzone fritto che ti dà margine, la focaccia da dividere, il dolce che nessuno chiede al telefono perché non sa che esiste. Se lo vuoi vendere di più, è lì che la foto lavora.
La margherita, la marinara, la diavola? Non sono la priorità. Tutti sanno com'è fatta una margherita. La foto lì non cambia la decisione di nessuno. Arriveranno, se ti va, ma dopo.
E le bibite, le birre in bottiglia, l'acqua: non serve fotografarle. Il nome basta, la foto di una lattina non convince nessuno a prenderne una in più.
Come si scatta: tre minuti a fine servizio
Non serve il sabato mattina libero. Serve la pizza giusta nel momento giusto: quando la sforni per un cliente, prima di tagliarla, la appoggi un attimo vicino alla finestra o sotto la luce più bianca che hai, e scatti. Tre foto, dall'alto, col telefono. Poi la tagli e la servi.
Tre cose da non fare:
- niente flash: appiattisce la mozzarella e fa brillare l'olio come plastica;
- niente filtri: in miniatura un filtro caldo fa sembrare la pizza bruciata, uno freddo la fa sembrare cruda;
- niente zoom del telefono: avvicinati tu, con il telefono, invece di zoomare.
Se vuoi che il menù abbia un'aria più ordinata, la regola che ho scritto nel pezzo sulle 7 regole del menu digitale vale ancora: stessa angolazione e stessa luce per tutte. Con la foto dall'alto è facile, perché è sempre la stessa.
Quali foto NON mettere
Qui conta più quello che togli di quello che metti.
Le foto prese da internet. La pizza perfetta trovata su Google o su un sito di foto non è la tua. Il cliente se ne accorge appena apre il cartone, e da quel momento non si fida più neanche del prezzo. In più quella foto ha un proprietario, e non sei tu.
La foto di una pizza diversa. La diavola fotografata quando avevi finito il salame piccante e ci hai messo la 'nduja. Sembra un dettaglio: è la prima cosa che il cliente nota, e te lo dice.
Le foto scure o mosse. Una foto brutta fa più danno di nessuna foto. In un quadratino scuro la pizza sembra bruciata, e il cliente passa alla riga sotto.
La pizza nel cartone, o già tagliata e mezza mangiata. Si capisce che è vera, ma non fa venire fame a nessuno.
E qui c'è la notizia che toglie l'ansia: un menù senza foto non è un menù rotto. Su Yumly, se un piatto non ha la foto, la riga è semplicemente nome, descrizione e prezzo: non compare nessun riquadro vuoto, nessuna immagine di riserva, niente «foto non disponibile». Un menù tutto testo si legge pulito. Un menù con dieci foto belle e trenta righe senza è normale. Un menù con dieci foto brutte, no.
Come si carica una foto dal tuo Studio, passo per passo
Il caricamento è per singolo piatto, dalla sezione del menù nel tuo Studio:
- Apri il piatto che vuoi fotografare. Se lo stai creando adesso, salvalo prima: lo Studio te lo dice — «Salva prima il prodotto, poi torna qui per caricare la foto» — perché la foto si attacca a un piatto che esiste già.
- Nella parte Foto del prodotto tocca Carica foto e scegli lo scatto dalla galleria.
- Vanno bene JPEG, PNG o WebP, fino a 8 MB. Non devi rimpicciolirla tu: le foto grandi vengono ottimizzate in automatico, così la pagina resta leggera anche col 4G del paese.
- Guarda il riquadro quadrato che compare: è il ritaglio che vedrà il cliente. Non ti piace? Sostituisci foto. Non la vuoi più? Rimuovi foto, e il piatto torna solo testo.
Una cosa pratica: se carichi dal computer una foto fatta con l'iPhone e lo Studio risponde «Formati accettati: JPEG, PNG, WebP», è quasi sempre il formato in cui l'iPhone salva le foto. Caricala direttamente dal telefono, che di solito la converte da solo; se non va, fai uno screenshot della foto e carica quello.
E se una pizza la togli per la stagione, non serve cancellarla con tutta la foto: si nasconde e poi si rimette. L'ho spiegato nel pezzo su come tenere aggiornato il menù.
Cosa le foto non fanno (meglio saperlo prima)
Te lo scrivo chiaro, così non lo scopri dopo:
- Una foto per piatto. Non c'è la galleria con tre scatti della stessa pizza. Se la pizza ha più formati (normale, maxi), la foto è una sola per tutti.
- Niente ritocchi dentro Yumly. Non c'è ritaglio, filtro o raddrizzamento: la foto la sistemi sul telefono, prima di caricarla.
- Niente caricamento in blocco. Le foto si mettono una per una, piatto per piatto. È il motivo per cui ti dico di partire da quattro: come ho scritto parlando di cosa serve per caricare il menù, se aspetti di averle tutte non parti mai.
- Niente foto «inventate». Yumly non genera immagini dei piatti. La foto è la tua pizza, o niente.
- Non sono nella vetrina del menù. Come dicevo all'inizio, le foto dei piatti si vedono nella pagina dove il cliente ordina, non in quella da sfogliare.
Niente di questo è un problema se parti con l'idea giusta: poche foto vere, fatte bene, sulle pizze che contano.
In sintesi: parti da 4 foto, il resto viene dopo
- La foto è un quadratino ritagliato al centro: scatta dall'alto, pizza al centro, che riempie l'inquadratura.
- Prime 4 foto: la pizza della casa, la più cara, la novità, quella che vuoi spingere. La margherita può aspettare.
- Tre minuti a fine servizio, luce di finestra, niente flash, niente filtri.
- Mai foto prese da internet o di una pizza diversa. Meglio nessuna foto che una falsa.
- Il menù senza foto funziona: non aspettare le foto per andare online.
Se vuoi vedere com'è fatta la pagina dove il cliente ordina — con le foto accanto ai piatti e le righe senza foto che restano pulite — guarda la demo: due minuti, senza registrarti. Yumly costa €29 al mese (o €290 l'anno), e hai 30 giorni di prova gratis, senza carta. Il menù lo carichiamo noi, gratis per i primi 50 clienti: tu le foto le aggiungi quando hai voglia.
Hai una pizza che secondo te non viene mai bene in foto? Mandamela a info@yumly.it e ti dico come la scatterei io.